COMMENTI SUL SEMINARIO AIMA DI PESARO DEL 16/11/2003 
TENUTO DA FRANCESCO DELICATI

La parola ai partecipanti

Passeggiare a piedi scalzi su una nuvola e stare dentro a sensazioni leggere.
 
Espansione della coscienza, come se i “canali” percettivi si allargassero.
 
Uno scambio al di là della malattia.
 
Nuove possibilità di condivisione.
 
Il senso di fluttuare in un universo nuovo.
 
Stupore e speranza.
 
Unione.
 
Aggrappato alla vita, semplicità e non aspettative.
 
Il malato potrebbe essere (come le lumache) colui che percepisce ciò che non funziona in un contesto sociale.
 
La musica ci fa parlare e comunicare con ogni parte del nostro corpo.
 
La musica come un abbraccio che riporta l’anziano qui presente e vivo.
 
Superare l’identificarsi in un ruolo.
 
Speranza e certezza che queste nuove forme di terapia portino a un risultato.
 
La musica è un linguaggio universale.
 
Mi sono sentita prendere per mano e accompagnare attraverso la musica in un posto nuovo.
 
Adesso viviamo il presente, il futuro sarà incerto. Però con la speranza di avere altre risorse.
 
Non ho seguito con la ragione, ma con il sentire.

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