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La
Musicoterapia |
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Musicoterapia:
un termine che deriva dalla fusione di due concetti. Da un lato la
Musica, e dall’altro il Curare. Si tratta quindi di una disciplina
specialistica (di carattere preventivo e terapeutico-riabilitativo) che
utilizza l’espressione musicale (in quanto forma di comunicazione
non-verbale) come strumento per intervenire sulla sofferenza e il
disagio. “La musicoterapia è l’uso della musica per la
realizzazione di fini terapeutici: il ristabilimento, il mantenimento e
il miglioramento della salute fisica e mentale” (Associazione
Nazionale per la Musicoterapia – NAMT). La musica viene proposta come
mezzo per la stimolazione e lo sviluppo di funzioni quali l’affettività,
la motricità, il linguaggio, ecc.. Elemento
importante all’interno della definizione della musicoterapia: la
centralità del rapporto che si stabilisce tra paziente e
musicoterapeuta, dove il linguaggio per comunicare è quello dei suoni.
La situazione terapeutica si avvale perciò di una comunicazione agita
prevalentemente attraverso il linguaggio non-verbale della musica, dove
per “musica” s’intende l’intero mondo del suono e cioè: musica
propriamente detta, suono/ritmo, suono/movimento, vocalità. |
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I
principi-base della pratica musicoterapica sono: |
| - il lavoro è centrato sulle
“parti sane” della persona e sulla valorizzazione di tutte le sue
potenzialità residue (il paziente è parte attiva della terapia); |
| - la centralità del rapporto di
fiducia e l’accettazione incondizionata rispetto al paziente; |
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l’adattamento e la personalizzazione della tecnica volta per volta; |
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l’accoglimento delle proposte della persona che vengono anche ampliate
ed arricchite in uno scambio reciproco tra paziente e musicoterapeuta. |
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Musicoterapia
con malati d'Alzheimer |
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“Questa
musica mi fa tornare a dodici anni!” (Assunta); “Queste canzoni sono
belle, ci riportano alla gioventù... sembra che possiamo rigustare
quell’epoca...” (Rina); “Riascoltare qualcosa che piaceva, sembra se
sente un brivido!” (Bruno); “È come rivedere cose già viste” (Maria).
Gli anziani malati sono consapevoli
degli effetti benefici del fare musica assieme e del potere della
musica di “trasformarli” e di ridare loro vita nuova: al termine di un
incontro di musicoterapia a cui partecipava, Assunta, una signora di 85
anni, comunicò il suo essere stata bene esclamando: “Noi sbocciamo
quando siamo qui a fare musica!”. La letteratura internazionale e
le ricerche sull’uso della musica come coadiuvante nella terapia della
Malattia di Alzheimer rilevano come le due funzioni che sembrano essere
maggiormente interessate dalla stimolazione musicale sono:
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1)
l’umore: che può stimolare la
percezione di benessere nei malati e agire anche sul mantenimento delle
loro capacità cognitive, oltre che sulle condizioni fisiche generali;
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2)
il rinforzo dei moduli cerebrali
connessi con la memoria: la musica sembra essere un canale
privilegiato nel tenere viva la plasticità cerebrale e quindi le funzioni
cognitive.
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La
musicoterapia si presenta, quindi, come un mezzo privilegiato che consente
il recupero di alcune delle molte perdite causate dalla demenza di
Alzheimer: essa, infatti, offre al malato la possibilità di utilizzare
alcune delle poche facoltà rimaste abbastanza conservate, favorisce le
reazioni comportamentali (sorriso, movimenti corporei) rafforza
l’attenzione e la prontezza, favorisce importanti cambiamenti nella
qualità della vita (rafforzamento della fiducia in sé, voglia di vivere,
vitalità, socializzazione), facilita l’interazione e lo sviluppo di
contatti sociali, consente l’espressione dei sentimenti, un maggiore
coinvolgimento con l’ambiente circostante e consapevolezza. La
musica dà alla persona malata la possibilità di esprimere e percepire le
proprie emozioni e sensazioni affettive, di manifestare e comunicare il
proprio pensiero, sentimento o stato d’animo attraverso il linguaggio
non-verbale. La musicoterapia, inoltre, può migliorare nettamente la
prestazione della memoria della persona malata per quanto riguarda il
materiale cantato rispetto a quello parlato: persone che non sono più
capaci di parlare coerentemente, sono in grado di cantare abbastanza
correttamente le strofe di canzoni conosciute. Scopo centrale della
musicoterapia con malati di demenza Alzheimer: aprire canali di
comunicazione che permettano all’individuo di accedere alle proprie
risorse nascoste e favorire una migliore sintonia con l’ambiente ed una
soddisfacente realizzazione personale. Un programma di lavoro di
musicoterapia con i malati di Alzheimer prevede molteplici attività
musicali per assecondare le esigenze di ogni persona che frequenta un
piccolo gruppo: ognuno è una storia a sé, ha una propria storia
sonoro-musicale, una propria identità musicale; e ha pure un canale
preferenziale di accesso alla musica. Nel lavoro vengono integrate tecniche attive e
ricettive, esperienze musicali sia strutturate che libere, alcune creative
e altre ricreative. Tra queste: il canto di canzoni del repertorio della
musica leggera e popolare, l’ascolto di brani musicali, l’associazione
musica/movimento (dal rilassamento fisico, ai gesti liberi o strutturati
in sequenze ritmiche, al ballo libero e alle danze popolari)
all’improvvisazione strumentale.
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