- Quando
Giacomo mi ha proposto di suonare nei reparti la cosa mi ha subito
allettata però ero molto preoccupata di quali sarebbero potute essere le
reazioni degli ospiti, per me il mondo degli anziani è veramente lontano,
non solo per la musica ascoltata: ci sono molti brani di cui ignoravo
perfettamente l’esistenza, ma anche per regole sociali, modi di stare
insieme, riferimenti culturali. Mi sono così avvicinata a questa
esperienza con un po’ di timore.
- In realtà
quando poi c’è stato il primo incontro la paura ed il timore di essere
fuori luogo si sono abbastanza dileguati grazie al calore che queste
persone sanno darti, è veramente affascinante vedere come la sig. Tosca si
animi di positività ed allegria al suono di una musica ritmica conosciuta,
oppure come la sig. Violante, sempre un po’ di fretta, sospenda per un
attimo il suo tempo per ascoltare la musica, oppure come la sig. Lara
risponda con il suo continuo lamentio all’innalzarsi del volume o
all’abbassarsi di questo.
- E’ una
sensazione molto strana, quando si suona nel salottino o in cortile si
avverte la voglia di molti di partecipare nonostante tutti gli acciacchi,
mi viene in mente a proposito la sig. Pia sempre pronta ad un sorriso ad
un gesto incoraggiante, quando poi una musica o una canzone fanno
scaturire i ricordi dei cantanti del periodo è come fare un salto nel
passato, c’è chi lascia riemergere tutti i gossip di allora, gli intrighi
e le competizioni tra cantanti, c’è chi li ricollega a eventi della
propria vita, mi ricordo in proposito un ospite che mi chiese di suonare
“Miniera” e mentre la suonavo il suo sguardo si piantò a terra in
atteggiamento di profondo ascolto e di ricordo.
- Il tempo è
rarefatto quando si ha a che fare con persone che hanno vissuto la storia:
capita che spesso molti raccontino parti della loro vita, sono esperienze
uniche e affascinanti, c’è chi lavorava nel circo e ha conosciuto
esponenti dello spettacolo o chi cantava nei teatri, tutti hanno comunque
dei ricordi relativi alla guerra, sono ricchezze, tesori, storie
incredibili per un mondo come quello di oggi ma che in un passato neanche
troppo lontano sono accadute realmente.
- E’
affascinante quando alcuni raccontano dei luoghi a loro cari, la sig. Ada
per esempio quando mi vede è impaziente di ricordare con me alcuni scorci
di Livorno (io sono di Livorno), vedo come la sua mente spazia per i
ricordi e viene fuori che da giovinetta soleva passeggiare per una
determinata piazza a cui è molto affezionata, mi chiede così di salutarle
i luoghi. Sono affetti calore che ti portano in un’altra dimensione della
vita, ti spronano a viverla a dare valore a ciò che ti circonda, ci sono
anche perle di saggezza distillate quando meno ci si aspetta, mi viene in
mente la sig. Maria che ama ballare e che da giovinetta non ha mai potuto
farlo perché in famiglia non lo permettevano, lei mi ha detto di non aver
paura di far valere le mie esigenze, se non ledono nessuno, per timore di
qualcuno più anziano e per troppo rispetto.
- C’è chi poi è
più accentratore di attenzione e chi meno, chi, anche se in genere molto
chiuso, se avvicinato con un sorriso e la voglia di ascoltare si apre e
partecipa. Non è sicuramente facile vivere in un posto diverso dalla
propria casa con i sensi e le percezioni alterate dalla vecchiaia e da una
eventuale malattia e con un senso di confusione continua, ma alcune volte
basta veramente poco per far sorgere, almeno per un po’ di tempo, un
barlume di familiarità e di completezza, basta una musica conosciuta e
amata, le cui parole e le cui note possano far sentire ancora presenti, e
ascoltati in cui il passato risulta vissuto e non dimenticato, in cui il
tempo ha un inizio uno svolgimento ed una fine e quindi un senso
compiuto.
- Questo credo
sia il potere della musica, il trascinare per la sua durata chi l’ascolta
in una dimensione sospesa ma attuale, sospesa perché l’attenzione e gli
affetti viaggiano con le note ed il testo, ma attuale perché svolta in
quel preciso momento.
- Quella
attuata dalla musica può essere una dimensione che tira fuori
dall’isolamento che spinge ad una condivisine con gli altri ad
un’aggregazione non solo fisica perché tutti presenti in quella stanza in
quel momento, ma anche come sensazioni e ricordi.
- E’ importante
che la musica si fonda con la vita di queste persone, che “vada a
trovarle”, a tirarle fuori. Quella che ci siamo riproposti di offrire non
è una musica da concerto, ma una musica che sappia entrare in
comunicazione con le persone, che, attraverso la scelta di un timbro
appropriato, possa toccare, consolare e far riemergere chi ascolta, quando
ciò accade un senso di stupore e di meraviglia mi pervade, dopo che ho
suonato un brano, sperando di riuscire a far rievocare magari bei momenti
o di produrre sensazioni piacevoli, quando mi guardo intorno e vedo volti
sorridenti, la sig. Pia che con le guance arrossate mi guarda e batte le
mani e altre persone che continuano a canticchiare quello che ho suonato,
sento la voglia di ringraziare quelle persone per questa esperienza.
-
- Colgo
l’occasione per ringraziare Giacomo Downie e tutte le persone del centro
il “Gignoro” per l’opportunità datami e la grande disponibilità.
|