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- Quale
musicoterapia in casa di riposo?
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Oggi Francesca nel suo
vagare si è soffermata ad ascoltare la musica...... ho cercato di
leggere la sua postura e i suoi movimenti nella mia improvvisazione
......... ha alzato gli occhi e mi ha sorriso........ è la prima
volta che accade tutto ciò da quando è
ospite della struttura, al suo ingresso era molto sospettosa
e diffidente. Ho colto il suo sorriso e ho battuto il tempo con la
mia mano sulla sua spalla....... non si è allontanata da me. Si è
seduta con gli altri e
mi ha ascoltato mentre suonavo. -
E’ da circa otto anni che lavoro alla “Rossi Sidoli” di
Compiano (Parma) e Francesca è una delle tante persone che ho
conosciuto. Malata d’Alzheimer difficilmente si avvicina alle
persone, passa quasi tutta la sua giornata in piedi vagando senza
meta fra corridoi e camere.
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Mi avvicino ad un anziano che accompagna le canzoni battendo
ripetutamente sul tamburello due colpi veloci con la mano destra ed
un colpo lungo con la sinistra. Bruno mi dice: "Sai io facevo
l'artigiano e spesso preparavo i ferri dei cavalli per i
carrettieri… questo era il movimento che avevo al lavoro due
colpi corti sul ferro e uno lungo più forte .....certi ritmi non si
dimenticano se si ripetono tutti i giorni .."
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Bruno è una vecchia conoscenza, quando ero piccolino lo incontravo
nei giorni di mercato in paese. Ci si salutava, penso fosse un amico
di mio nonno. Ora è in casa di riposo non ha figli, solo qualche
parente in Francia. Nella sua vita si è adattato a fare di tutto.
Per un breve periodo è stato contadino con i suoi genitori, poi è
partito emigrante in Francia dove ha fatto i lavori più umili. Poi
la guerra ed il ritorno a casa per ricostruirsi un lavoro: il
fabbro.
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Adriana: "Quando ero giovane avrei voluto sposare un
fisarmonicista......lei vuole sposarmi?" -
- Adriana
invece non la conosco affatto è entrata oggi in struttura e già mi
ha chiesto di sposarla…
- Paolo
(il direttore) l’ha accompagnata da me, … di solito l’attività
di musicoterapia è una delle prime ad essere frequentata. Devo
comunque chiedere sue notizie ai famigliari per avere un quadro più
preciso della persona. Mi pare una signora distinta, mi hanno detto
che non è dei nostri posti, forse viene dalla città?
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Carla: "Da giovane mi ero innamorata di un alpino..... lui però
è partito per il fronte e prima di lasciarmi sola
mi ha detto, trovati un marito perchè io non tornerò più
... da quel momento non l'ho mai più rivisto ......... mi cantava
sempre questa canzone che ora mi canta lei ..”
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Carla è una signora che ho conosciuto otto anni fa al mio inizio
lavoro qui alla “Rossi Sidoli”. Penso che sia ospite della
struttura da circa 17 anni. E’ stata sposata ma è ancora
perdutamente innamorata di quel bel giovane che non ha mai più
rivisto. Il suo era stato un matrimonio combinato, aveva sposato un
cugino di primo grado, un matrimonio di interesse come lo definisce
lei. Alla morte del marito ha preferito prendersi una cameretta in
Casa di riposo, non se la sentiva di continuare la vita in
solitudine. Ama ascoltare le canzoni e collegare i testi ad
avvenimenti vissuti. La sua salute peggiora di giorno in giorno e
ricorda sempre meno quello che … vorrebbe ricordare.
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Giovanni: " Mi è piacuto quel che ha suonato oggi..... (mi
dice con voce aspra) si è ripetuto qualche volta però.........anche
se sono sordo ho sentito che ha suonato due volte "Sul
cappello".-
- Giovanni
è un malato di Parkinson. Dalla sua sedia a rotelle guarda attento
tutto ciò che gli è intorno. Ama comandare ed imporsi, non può
muoversi senza l’aiuto degli altri, è costantemente isolato dal
gruppo. Con lui ho frequentemente lavorato in equipe con la
fisioterapista.
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Domenica: “Guarda la Monica non parla mai ma la musica la capisce
..... guarda come và a tempo....” -
Domenica e Monica sono due inseparabili amiche sempre mano nella
mano. Soggiornano nella stessa camera, si sono conosciute in casa di
riposo, Monica non parla più da tempo anche se ha la capacità di
pronunciare le parole. Saltuariamente canta e ama suonare i
tamburelli.
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Brutte notizie........ in questo periodo l'influenza ha
colpito molti anziani e alcuni di loro non sono riusciti a superare
questo momento di difficoltà. E' sempre difficile adattarsi alle
cattive notizie. La musica continua fra il ricordo di chi ha
contribuito a scrivere le note di questo spartito di vita in
struttura.
- La “Rossi Sidoli” accoglie 78 ospiti. Nel mesi invernali,
molti anziani sono nelle loro camere. Sempre più frequentemente mi
è capitato di accompagnare con la musica la vita fino alla morte.
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Genoveffa: "E’ arrivato Bandiera Rossa!!!" Ida: "Tu
sei un re................” -
- Ed
infine ecco il sottoscritto, qualcuno mi chiama Bandiera
Rossa
(in riferimento alla famosa canzone), altri semplicemente Roberto,
altri mi descrivono nella loro demenza come un Re.
Quasi tutti sanno che il mio incarico è quello di fare
Musicoterapia. Nessun anziano mi ha mai chiesto però il significato
di questa parola……
- Quale
musicoterapia?
Ho deciso di iniziare questa relazione facendo parlare gli stessi
anziani. Frequentemente annoto le loro affermazioni (più o meno
esplicite) nelle mie schede di verifica. Cerco di ricondurre il
tutto ad un contesto più ampio e completo: quello della pratica
musicale in chiave terapeutica. E’ un tipo di intervento che si è
strutturato nel tempo cresciuto con la volontà di collaborare con
gli operatori della casa di riposo e con i famigliari degli ospiti.
Tenuto conto delle differenti caratteristiche patologiche e
psicologiche in cui si vengono a trovare gli anziani in
struttura, un piano di lavoro che intende utilizzare le
potenzialità della musica per migliorare la qualità di vita
nella terza età deve perseguire nel particolare i seguenti
obiettivi:
- 1.
Incentivare la condivisione di interessi comuni per
facilitare i rapporti sociali.
- 2.
Essere promotrice di attività che implicano esercizio fisico
e mentale.
- 3.
Promuovere nuovo apprendimento.
- 4.
Rivalutare il soggetto come fonte sonora
creativa dalla quale attingere idee e
insegnamenti.
- 5.
Essere sollievo nella
sofferenza..
- Un
approccio terapeutico deve comunque considerare prioritario il
rispetto della persona. Sono da evitare atteggiamenti invasivi ed
un’ottica votata al personalismo, all’imposizione; è basilare
la lettura dei bisogni dell’anziano. I progetti di attività sono
sempre stati redatti in equipe di struttura. Ho collaborato in
sinergia con l’animatore e con la fisioterapista. I luoghi degli
incontri si sono diversificati nel tempo, diverso il setting e lo
strumentario. In questi anni ho utilizzato molto le canzoni. Canzoni
pensate come forma, come oggetto modificabile e direzionabile al
contesto.
La forma canzone è oggetto sonoro-testuale che se opportunamente
plasmato diviene fulcro e mezzo intermediario della comunicazione.
La comunicazione non è semplice riproposizione di una letteratura
musicale, è invece condivisione che partendo da una base
conoscitiva comune (la forma e il suo linguaggio) ne diviene
una rielaborazione creativa. In questo contesto possono
essere prese in considerazione le canzoni del passato apprese nel
tempo, la composizione
o la riedizione di materiale nuovo che tocca il vissuto della
persona nel presente o che affronta o descrive una situazione
futura. Variabili di questo processo possono essere la forma, lo
strumentario, gli abbinamenti, la struttura musicale, le sequenze,
le omissioni, le interpolazioni dei vari parametri musicali o
testuali. Strumento principe è stata la fisarmonica che mi ha
permesso per le sue caratteristiche antropologiche, organologiche,
culturali, di supportare validamente la mia azione. Non solo le
canzoni sono state il materiale utilizzato. Molti sono stati i
momenti dedicati all’improvvisazione (gruppo e singoli) e
all’ascolto. Ho cercato di seguire la vita dell’anziano in casa
di riposo dalla sala da pranzo, al salone, alla camera, ai corridoi.
In questi anni è nata la collaborazione con il Progetto Anziani
musicoterapia del quale sono socio fondatore. E’ un progetto
dedito al confronto delle esperienze di musicoterapia con anziani
presenti sul territorio nazionale. Questo confronto ha prodotto la
pubblicazione del libro “Musicoterapia con il malato di Alzheimer”
prodotto in collaborazione con l’associazione “Alzheimer
Italia”.
La casa di riposo “Rossi Sidoli” nel Giugno 2002 ha promosso il
convegno “La musica della vita”. Il confronto la
riflessione sulla musicoterapia con anziani
ha evocato l’urgenza di una più attenta analisi
dell’attività in materia. Quali i benefici ? Come valutare
l’attività? Come rilevare i dati da analizzare?. In sinergia
con altre strutture presenti al convegno è stata istituita una
equipe di verifica che ha deciso il protocollo in itinere con schede
già in uso in ambito medico e con l’integrazione di schede da me
appositamente elaborate per la rilevazione dei dati musicali.
Roberto Bellavigna _casa di Riposo "Rossi Sidoli" Compiano
Parma
Anno 2003
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