Primo anno di attività alla "Rossi Sidoli" -Compiano-Parma

(ricordi e programmazione attività)

Roberto Bellavigna (mail autore) 

A Compiano (PR) nel settembre del 1996 ho iniziato la mia attività di musicoterapeuta in una struttura che è luogo di residenza tuttora per circa 80 anziani. E’ stata un’esperienza che ritengo molto valida per la mia formazione professionale  che ha visto una prima richiesta di intervento della durata di 4 mesi (da settembre a dicembre), richiesta poi prolungata di altri 6 mesi (fino a giugno 97). Fin dall’inizio mi era stato esplicitamente consigliato dall’amministrazione della casa di riposo, un lavoro di “équipe” fra il sottoscritto, l’animatore e la fisioterapista. A questo proposito sono stati concordati obiettivi comuni e nel piano di programmazione annuale si è cercato di non sovrapporre le reciproche attività. I due obiettori che prestano servizio presso questa struttura, hanno redatto un  grosso cartellone di facile lettura, ben visibile agli anziani che riassumesse settimanalmente  i vari interventi con specificati i luoghi , gli orari gli operatori. Prima di iniziare il mio lavoro, la segreteria, ha provveduto ad inviare ad associazioni musicali varie, alle scuole e  alle bande  della zona, una richiesta di strumenti musicali specifici (principalmente strumenti di semplice utilizzo che non necessitavano di una preparazione di base). Con queste varie donazioni mi è stato possibile partire con un buon strumentario di base. I primi incontri con gli anziani sono avvenuti in modo informale. Si tenevano principalmente nell’aula di musicoterapia (aula da me scelta all’inizio del corso perchè conforme a determinati requisiti), ma si svolgevano anche nei saloni e nei corridoi. Erano  semplici “chiaccherate” con dialoghi mirati che tendevano ad acquisire elementi sulle singole persone (identità sonoro musicale, precedenti esperienze musicali, livello di cultura personale ecc), che venivano poi riportati su una scheda da me ideata che è stata di valido aiuto per la mia attività.  Non conoscevo inoltre nessuno dei ricoverati e questi  incontri preliminari mi davano la possibilità di conquistare la loro stima e fiducia. Dopo circa 15 giorni si è formato un primo gruppo spontaneo composto da sette anziani, quasi tutti autosufficienti, che settimanalmente si riuniva nella piccola stanza messa a mia disposizione. Nei mesi successivi il numero dei partecipanti è aumentato in maniera esponenziale tanto che il sottoscritto ha dovuto richiedere all’amministrazione un luogo più ampio ove svolgere il proprio intervento. Nel contempo si sono creati anche altri piccoli gruppi che  si riunivano con diversi interessi e differenti finalità. Giunti a questa situazione  dopo circa un mese di attività, ho ritenuto fosse il momento di  aumentare l’ammontare delle ore lavorative settimanali ed  allargare l’intervento a casi singoli quali: dementi  celebrolesi, personalità con forti problemi di socializzazione e malati psichiatrici. Le metodologie erano differenti da soggetto a soggetto ma l’obiettivo era comune: inserire questi pazienti in gruppi stabili che potessero saltuariamente ritrovarsi o perlomeno mantenere con loro un contatto settimanale. La mia attività all’interno della casa di riposo risultava ora così definita: il lunedì  mattina  lavoravo con piccoli gruppi,  il lunedì pomeriggio mi ritrovavo con il gruppo iniziale ormai divenuto il più corposo, il venerdì invece svolgevo il mio lavoro con i singoli (il tempo poi ha selezionato le persone maggiormente portate per questa attività da quelle meno predisposte). Sono giunte infine le vacanze natalizie che hanno fatto da spartiacque fra questa mia prima fase lavorativa ed una seconda, che sarebbe iniziata con il Gennaio 97. E’ di questo periodo il contributo economico della “Comunità Montana Ovest” che ha permesso l’acquisto di apparecchiature stereo che  hanno sostituito il vecchio mangianastri. Ho inoltre personalmente acquistato altri strumenti musicali che si sono andati ad integrare con lo strumentario già in mio possesso e sin ora utilizzato. L’attività nel nuovo anno ha avuto un inizio felice: le sedute venivano sempre tenute nella “palestrina” adibita ad aula di musicoterapia e gli intervenuti seguivano l’attività con buoni risultati. Nel mese di febbraio ho ritenuto opportuno collegare la mia attività di insegnante presso le vicine scuole medie di Bedonia (PR), con il mio incarico di musicoterapeuta. Circa 15 miei allievi  di scuola hanno partecipato volontariamente agli incontri musicali del lunedì pomeriggio. Vi è stato in queste occasioni uno spontaneo  scambio di canti. Altra iniziativa che è stata realizzata con un gruppo che si riuniva il lunedì mattina, molto interessato alla cultura operistica, è stata quella di  partecipare (non tutti purtroppo date le cattive condizioni di alcuni) alla rappresentazione della “Traviata” al Teatro regio di Parma. I mesi di Marzo ad Aprile sono stati i meno produttivi causa le epidemie influenzali che hanno sconvolto per le assenze forzate, i normali equilibri all’interno delle sedute. Con il mese di Maggio tutto è ripreso regolarmente, l’attività si è intensificata e nuovi anziani appena arrivati  segnalati prontamente dall’animatore, si sono aggregati all’attività. In questo periodo purtroppo alcuni miei pazienti  fra i più attivi, si sono ammalati gravemente ed non hanno potuto seguire le attività di musicoterapia in quanto costretti a rimanere a letto. Con il permesso dell’amministrazione e con l’aiuto del personale infermieristico e dei vari operatori, il mio contributo per queste persone è ugualmente continuato, con brevi sedute nelle loro camere. In alcune rare occasioni ho prestato la mia opera a favore di malati terminali. Il mese di Giugno ha visto un diminuire progressivo e programmato delle mie ore lavorative.Alcune riflessioni a margine del discorso. Si è iniziato, come già detto con sette anziani  e si è arrivati nel mese di Maggio con la partecipazione di 30 persone all’incontro del lunedì pomeriggio. Gli anziani coinvolti in un anno di attività (compresi quelli saltuari) sono stati circa 50. La mia prestazione d'opera presso la casa di riposo "Rossi Sidoli" è proseguita anche negli anni successivi ed è tuttora in corso, altre iniziative sono in corso ed altre prassi musicali sono state intrapprese. La musicoterapia a Compiani ha avuto avvio nell'anno 1996.

Roberto Bellavigna 

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