- A Compiano (PR) nel settembre del 1996
ho iniziato la mia attività di musicoterapeuta in una struttura che
è luogo di residenza tuttora per circa 80 anziani. E’ stata
un’esperienza che ritengo molto valida per la mia formazione
professionale che ha
visto una prima richiesta di intervento della durata di 4 mesi (da
settembre a dicembre), richiesta poi prolungata di altri 6 mesi (fino
a giugno 97). Fin dall’inizio mi era stato esplicitamente
consigliato dall’amministrazione della casa di riposo, un lavoro di
“équipe” fra il sottoscritto, l’animatore e la fisioterapista.
A questo proposito sono stati concordati obiettivi comuni e nel piano
di programmazione annuale si è cercato di non sovrapporre le
reciproche attività. I due obiettori che prestano servizio presso
questa struttura, hanno redatto un
grosso cartellone di facile lettura, ben visibile agli anziani
che riassumesse settimanalmente i vari interventi con specificati i luoghi , gli orari gli
operatori. Prima di iniziare il mio lavoro, la segreteria, ha
provveduto ad inviare ad associazioni musicali varie, alle scuole e alle bande della
zona, una richiesta di strumenti musicali specifici (principalmente
strumenti di semplice utilizzo che non necessitavano di una
preparazione di base). Con queste varie donazioni mi è stato
possibile partire con un buon strumentario di base. I primi incontri
con gli anziani sono avvenuti in modo informale. Si tenevano
principalmente nell’aula di musicoterapia (aula da me scelta
all’inizio del corso perchè conforme a determinati requisiti), ma
si svolgevano anche nei saloni e nei corridoi. Erano
semplici “chiaccherate” con dialoghi mirati che tendevano
ad acquisire elementi sulle singole persone (identità sonoro
musicale, precedenti esperienze musicali, livello di cultura personale
ecc), che venivano poi riportati su una scheda da me ideata che è
stata di valido aiuto per la mia attività.
Non conoscevo inoltre nessuno dei ricoverati e questi
incontri preliminari mi davano la possibilità di conquistare
la loro stima e fiducia. Dopo circa 15 giorni si è formato un primo
gruppo spontaneo composto da sette anziani, quasi tutti
autosufficienti, che settimanalmente si riuniva nella piccola stanza
messa a mia disposizione. Nei mesi successivi il numero dei
partecipanti è aumentato in maniera esponenziale tanto che il
sottoscritto ha dovuto richiedere all’amministrazione un luogo più
ampio ove svolgere il proprio intervento. Nel contempo si sono creati
anche altri piccoli gruppi che si
riunivano con diversi interessi e differenti finalità. Giunti a
questa situazione dopo circa un mese di attività, ho ritenuto fosse il momento
di aumentare
l’ammontare delle ore lavorative settimanali ed
allargare l’intervento a casi singoli quali: dementi
celebrolesi, personalità con forti problemi di socializzazione
e malati psichiatrici. Le metodologie erano differenti da soggetto a
soggetto ma l’obiettivo era comune: inserire questi pazienti in
gruppi stabili che potessero saltuariamente ritrovarsi o perlomeno
mantenere con loro un contatto settimanale. La mia attività
all’interno della casa di riposo risultava ora così definita: il
lunedì mattina
lavoravo con piccoli gruppi,
il lunedì pomeriggio mi ritrovavo con il gruppo iniziale ormai
divenuto il più corposo, il venerdì invece svolgevo il mio lavoro
con i singoli (il tempo poi ha selezionato le persone maggiormente
portate per questa attività da quelle meno predisposte). Sono giunte
infine le vacanze natalizie che hanno fatto da spartiacque fra questa
mia prima fase lavorativa ed una seconda, che sarebbe iniziata con il
Gennaio 97. E’ di questo periodo il contributo economico della
“Comunità Montana Ovest” che ha permesso l’acquisto di
apparecchiature stereo che hanno
sostituito il vecchio mangianastri. Ho inoltre personalmente
acquistato altri strumenti musicali che si sono andati ad integrare
con lo strumentario già in mio possesso e sin ora utilizzato.
L’attività nel nuovo anno ha avuto un inizio felice: le sedute
venivano sempre tenute nella “palestrina” adibita ad aula di
musicoterapia e gli intervenuti seguivano l’attività con buoni
risultati. Nel mese di febbraio ho ritenuto opportuno collegare la mia
attività di insegnante presso le vicine scuole medie di Bedonia (PR),
con il mio incarico di musicoterapeuta. Circa 15 miei allievi
di scuola hanno partecipato volontariamente agli incontri
musicali del lunedì pomeriggio. Vi è stato in queste occasioni uno
spontaneo scambio di
canti. Altra iniziativa che è stata realizzata con un gruppo che si
riuniva il lunedì mattina, molto interessato alla cultura operistica,
è stata quella di partecipare
(non tutti purtroppo date le cattive condizioni di alcuni) alla
rappresentazione della “Traviata” al Teatro regio di Parma. I mesi
di Marzo ad Aprile sono stati i meno produttivi causa le epidemie
influenzali che hanno sconvolto per le assenze forzate, i normali
equilibri all’interno delle sedute. Con il mese di Maggio tutto è
ripreso regolarmente, l’attività si è intensificata e nuovi
anziani appena arrivati segnalati
prontamente dall’animatore, si sono aggregati all’attività. In
questo periodo purtroppo alcuni miei pazienti
fra i più attivi, si sono ammalati gravemente ed non hanno
potuto seguire le attività di musicoterapia in quanto costretti a
rimanere a letto. Con il permesso dell’amministrazione e con
l’aiuto del personale infermieristico e dei vari operatori, il mio
contributo per queste persone è ugualmente continuato, con brevi
sedute nelle loro camere. In alcune rare occasioni ho prestato la mia
opera a favore di malati terminali. Il mese di Giugno ha visto un diminuire
progressivo e programmato delle mie ore lavorative.Alcune riflessioni a margine del
discorso. Si è iniziato, come già detto con sette anziani
e si è arrivati nel mese di Maggio con la partecipazione di 30
persone all’incontro del lunedì pomeriggio. Gli anziani coinvolti
in un anno di attività (compresi quelli saltuari) sono stati circa
50. La mia prestazione d'opera presso la casa di riposo "Rossi
Sidoli" è proseguita anche negli anni successivi ed è tuttora
in corso, altre iniziative sono in corso ed altre prassi musicali sono
state intrapprese. La musicoterapia a Compiani ha avuto avvio
nell'anno 1996.
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Roberto Bellavigna
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