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questo tipo di approccio si valorizzano
le potenzialità terapeutiche e riabilitative della forma
canzone. Essa è oggetto sonoro-testuale che se opportunamente plasmato
diviene fulcro e mezzo intermediario della comunicazione. La
comunicazione non è semplice riproposizione di una letteratura musicale, è invece condivisione di bisogni
che partendo da una base conoscitiva comune (la forma canzone) ne
diviene una rielaborazione
creativa finalizzata al raggiungimento di obiettivi utili al
miglioramento della qualità di vita. In questo contesto possono essere
prese in considerazione le canzoni del passato apprese nel tempo,
la composizione o la riedizione di materiale nuovo che tocca il
vissuto della persona nel presente o che affronta o descrive una
situazione futura. Variabili di questo processo possono essere la forma,
lo strumentario, gli abbinamenti, le
sequenze, le omissioni, le interpolazioni dei vari parametri musicali o
testuali aventi finalità in linea con un approccio migliorativo o
preventivo. In questo percorso musicoterapico si individuano momenti di
valutazione e supervisione all’interno del setting di lavoro (fisso o
mobile). Il carattere evocativo della canzone può divenire collegamento
con altri percorsi sinestetici con arti o discipline.
Ho utilizzato tale tecnica con particolare riferimento ad
anziani e malati di Alzheimer.
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