Progetto Anziani Musicoterapia
in collaborazione con
Scuola di Musica "Musica Prima" Milano
-Seminari inseriti nel Corso triennale di specializzazione in musicoterapia-
Seminari di specializzazione "Musicoterapia e Terza Età"
Sabato 5 Marzo 2005
Roberto Bellavigna
Il laboratorio seminario nasce come relazione, analisi, riflessione, dell’esperienza ormai in attivo da circa otto anni presso la casa di Riposo “Rossi Sidoli” di Compiano Parma. L’attività è stata inoltre proiettata  come modello operativo anche in altre strutture dell’Alta val di Taro creando una rete di contatti che hanno prodotto modelli di analisi e di valutazione della musicoterapia con anziani. Musica intesa come proposta, attivazione, condivisione, valutazione di risultati.
 Mattina
Video introduttivo
Il perchè della musicoterapia in struttura, scelte, riflessioni, contenuti, collaborazioni.
Canzoni in terapia, struttura, parametri, modelli. Dall’analisi musicale alla terapia.
Gli ambienti, lo strumentario, il repertorio.
Documenti esperienze di musicoterapia:
Video La storia di Rina (Presentazione, dibattito).
Video Portare la musica (Presentazione, dibattito)
Pomeriggio
Attività con malati di Alzheimer. (discussione confronto)
Animazione, musica, musicoterapia, scienza? Stato dell’arte della musicoterapia.
Fino alla morte.......Musicoterapia come accompagnamento della vita.
Modelli di  valutazione in musicoterapia, schede di riferimento (Inizio, itinere, conclusive)
Progettare un intervento di musicoterapia.
Nelle foto alcuni momenti degli incontri
Domenica 6 Marzo
Lucia Corno
“Un percorso attraverso gli  elementi salienti dell’intervento musicoterapico per  raccontare il lavoro con  i malati di Alzheimer. La proposta di  video, ascolti musicali e laboratori  per un’esperienza individuale e di gruppo che possa  contribuire  alla  riflessione  ed alla crescita personale “ 
Il seminario si è tenuto presso la sede  dalla Scuola di musicoterapia “Musica Prima
(Milano via Copernico 5) ed è stato pensato  all’interno del percorso di studi che gli allievi del 3° anno stanno affrontando; il mio intervento è stato richiesto in quanto musicoterapista del P.A.M. ( Progetto anziani musicoterapia). 
Il lavoro ha preso il via dal racconto della   mia  esperienza presso il  Nucleo Alzheimer  ed il Reparto S.Fermo dell’Istituto Golgi di  Abbiategrasso  mediata da esposizioni teoriche,supporti video  e dalla realizzazione di laboratori  pratici in cui fruire di un vissuto comune di comprensione e riflessione sui contenuti esposti .    
Gli allievi (21) e con loro  Dario Benatti,  Direttore della Scuola  e moglie  hanno mostrato grande  disponibilità all’ incontro con  la mia persona  ed hanno ascoltato in modo  partecipe  i contenuti esposti e condiviso con entusiasmo  le esperienze di laboratorio proposte.                                                                       
Queste le  tappe del lavoro: 
I)  il  SETTING   viene  definito come  cornice  spaziale , temporale, sociale ed anche sonora.
Come decidere il suo   perimetro, lo  strumentario  tenendo conto del  contesto ,della tipologia di intervento ( individuale , di gruppo) , della  eventuale non autosufficienza  del paziente? 
2) le  MODALITA’  di intervento  Improvvisativa e   recettiva . 
alla spiegazione teorica segue un laboratorio : 
un gruppo  affronta una seduta musicoterapica di tipo recettivo condotta da me  utilizzando  una sequenza- tipo di musica registrata; altri due gruppi debbono  impostare  una sequenza d’ascolto ( data una serie di brani musicali) ipotizzando un percorso sonoro per la  tipologia di pazienti data.
I gruppi riflettono e si  interrogano su come operare  le proprie scelte e mettono in campo le proprie conoscenze  musicali. 
3)   la   METODOLOGIA  INTERVENTO i “Profili sonori” 
lavoro svolto con alcuni pazienti del Nucleo Alzheimer , presentato con un video accompagnato da musiche dal vivo al pianoforte ( riferimento teorico  “Il pensiero del cuore “ di D. Gaita  )  
 parole chiave :  osservazione -  sagoma della persona - ricerca sonora del suo profilo
                         plasticità dell’intervento
 4) il  REPERTORIO 
 tenendo conto della propria identità  sonora come di quella del paziente  deve però avere uno sguardo  di  360° sul mondo sonoro-musicale non sappiamo in quale angolo o piega del discorso musicale potremo incontrare l’altra persona  (paziente)  : generi, stili, musica strutturata e non, incisi melodici o ritmici, glissandi  possono   svelarci qualcosa dell’altro e costituire un ponte sonoro per la relazione musicoterapica.  
 5) le  TECNICHE   
 ricalco o rispecchiamento - dialogo sonoro-improvvisazione- vibrazioni o tappeto sonoro
vengono presentate tramite video di interventi musicoterapici effettuati all’interno del Nucleo Alzheimer.
6) Gli OBIETTIVI    
 obiettivo prioritario nel lavoro con i malati di Alzheimer :         
stabilire un   contatto con la persona, aprire un canale di comunicazione , premessa per la relazione musicoterapica migliorare la qualità della sua  vita armonizzare la persona  in senso spaziale-temporale-sociale deve passare attraverso l’assunzione dei suoi bisogni, tener conto delle sue capacità residue ( motorie, espressive, cognitive, affettive) e farsi carico delle sue   problematiche comportamentali  nel tentativo di inserirle in una cornice di senso.          
7) La VALUTAZIONE  
  diversi gli strumenti : dalla verifica  in itinere che avviene nel “qui ed ora” della seduta stessa  al  protocollo, le  griglie o schede ed i video presentazione anche di uno  strumento di verifica  pensato per le riunioni d ‘équipe
una “fotografia “  semplice del paziente  espone  i dati  salienti della sua anamnesi, del  suo percorso musicoterapico e  gli  obiettivi dell’intervento ; la sua  lettura, nella mia esperienza ,  è risultata  chiara e di  immediata fruizione per tutta l’ équipe .  
segue un laboratorio :  
un gruppo vive un’esperienza musicoterapica di tipo improvvisativo condotta da me;
gli altri , osservatori partecipi, debbono stendere un protocollo, completare una griglia data o impostarne una propria. 
Fermento intorno  all’argomento valutazione, domande e dubbi: usare o no le griglie, come fare un protocollo?   Si discute ...Al termine  della giornata di lavoro ribadisco come sia importante non pensare alla musicoterapia come  ad una soluzione  magica a  tutto  
in linea con questa affermazione  il mio intervento  non lascia quindi agli allievi  ricette o risposte preconfezionate ma stimoli, spunti  e  provocazioni  per un lavoro ed un percorso personale di  approfondimento, riflessione  e crescita.......                          
Per ulteriori info: www.lamusicaprima.it             mail: scuolamusicaprima@inwind.it

 

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