Il canto fa venire fuori il paese più in fretta. Esperienza di musicoterapia con gli anziani di una casa-albergo

Edizioni Musicali Pro Civitate Christiana di Assisi, 1997.

 Il ricovero in istituto è uno dei fattori che generano maggiore disagio perché porta con sé tutta una serie di problematiche e di “mutilazioni esistenziali” che minano profondamente il senso di identità della persona anziana. Ma l’anziano ricoverato è ancora una persona attiva, ricca di potenzialità, di speranze e desideri, di creatività e di bisogni vivi, capace di provare piacere e di risvegliare il proprio interesse verso l’esterno e verso gli altri.Questo testo, il primo in Italia sull’argomento, è la storia di un’esperienza che testimonia come interventi come questo aiutino a contrastare il decadimento e il deterioramento fisico, mentale e psicologico di anziani ricoverati.Nell’esperienza gli anziani di una casa-albergo vengono invitati a narrare la propria storia, la storia di sé, della propria gente, del proprio paese, facendola riemergere attraverso i ricordi personali e soprattutto attraverso il canto. L’ipotesi di lavoro musicoterapico si sviluppa quindi nella relazione tra canto e narrazione, dove il canto è considerato nella sua dimensione simbolica e semantica come linguaggio degli affetti, delle emozioni e della memoria, come stimolo per veicolare ricordi offuscati e come mezzo che può creare la motivazione al narrare.L’autore pone alla base del progetto di ricerca il valore della memoria, l’efficacia del canto, la funzionalità della narrazione. “Il tutto non per dimostrare una teoria, ma come strumenti da adattare e da reinventare ‘in situazione’, raccogliendo da vari ambiti disciplinari (letteratura, etnomusicologia, pedagogia, psicologia, ecc.) idee, spunti, suggestioni metodologiche da piegare ai bisogni, ai desideri, ai ricordi, ai sogni di un gruppo di anziani che sembravano destinati solo a sopravvivere all’interno di una istituzione” (dalla presentazione di Mario Piatti).Il libro documenta l’esperienza, descrive una metodologia complessa, informa su situazioni e materiali, rimanda a teorie più o meno formalizzate, invita a riflettere. Ma soprattutto ci racconta di come il lavoro musicoterapico “rianimi” gli anziani, li aiuti a sviluppare le loro potenzialità espressive o comunicative, li aiuti ad uscire dal loro stato di apatia, di rassegnazione e di frustrazione, facendoci partecipi di una “freschezza giovanile” che gli ospiti della casa-albergo di Perugia hanno saputo ritrovare ed esprimere.Fonti ispiratrici della ricerca: le opere letterarie di Bruce Chatwin (autore del romanzo “Le vie dei canti”) e di Proust (sul ruolo della memoria involontaria), i lavori di Bèla Bartòk nel campo dell’etnomusicologia, di Erving Polster nell’ambito della psicologia della Gestalt e della valorizzazione terapeutica del raccontarsi, della musicoterapia in ambito geriatrico con le esperienze di Helen Odell, Juliette Alvin, Ruth Bright, Susan Munro, Silke Jochims.Su questi riferimenti e in generale sulle ricerche relative ai temi della vecchiaia e dell’invecchiamento, della psicogeriatria, della depressione e nostalgia, della musicoterapia con gli anziani, dell’importanza della memoria, della reminiscenza e della narrazione, dell’animazione e della comunicazione il testo offre anche una ricca e approfondita bibliografia.

 

 

Convegni Indice    Incontri  Indice       Seminari Indice

Associazione: Finalità Direttivo, StatutoFondatori Iscrizioni

Pubblicazioni: Libro  Pam, Esperienze Articoli, Caregiven

Documentazione: Strumenti musicali  ; Animazione, Formazione, Supervisione

Comunica con noi : Newsletter,   E- Mail    Webmaster 

Progetto Anziani Musicoterapia: , ,  BibliografiaLinkTesi online

HOME PAGE

Sservizi: Cerca Commential sito utilita, Pcmusic

 

Altro:  Forum, Le demenze, La malattia di Alzheimer

Foto e testi sono di proprietà degli autori. Vietata la riproduzione senza autorizzazione.

Per info: Mail del gruppo