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Il violino
itinerante |
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- Di
Gianluca Sarti
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- Il 23
marzo scorso è stata proposta al Gignoro una mattinata musicale molto
particolare….
- Ma prima
le presentazioni!
- Sono il
tirocinante in musicoterapia che il giovedì mattina partecipa alle
sedute di gruppo tenute dal prof. Giacomo Downie, e colgo l’occasione
attraverso questo articolo per ringraziare il tutor, gli ospiti e la
direzione per questa grande opportunità che mi è stata data.
- Giacomo
aveva immaginato una mattinata musicale in cui con il mio violino
potessi “contattare” gli ospiti della casa nel contesto di vita
abituale: non un’esibizione, ma un vero e proprio incontro musicale
ravvicinato e partecipato.
- Ma veniamo
ai fatti… inizio a suonare nel soggiorno del nucleo “rosso” e gli
ospiti alzano la testa, quasi come se il suono penetrasse più della
nostra presenza…. La sonorità è cullante e i presenti sembrano gradire
la sorpresa. La sig.ra Lara intanto diminuisce i suoi lamenti e per
qualche minuto sembra attratta dal violino.
- Suono
canzoni, valzer, celebri melodie e le signore presenti cantano con
fervore. Cantano la sig.ra Tosca, la sig.ra Lidia, ed anche il sig.
Mario interviene con approfondimenti pertinenti. C’è molta
partecipazione nei commenti e nei dialoghi riguardo gli autori o i
titoli dei brani, e il violino trasporta tutti dolcemente indietro nei
ricordi e nelle emozioni.
- Giacomo
poi mi invita a suonare per due pazienti molto gravi immobilizzate a
letto. È un’esperienza molto forte che cerco di tradurre con dolcezza in
musica .
- Ho portato
il suono del violino un po’ in tutti gli angoli della casa cogliendo di
sorpresa ospiti ed assistenti, sforzandomi in ogni caso di trovare la
sonorità più appropriata ad ogni situazione.
- In “villa
alta” ho proposto brani di musica classica che penso siano stati molto
apprezzati dalle signore presenti, che hanno dimostrato interesse e
competenza e che attraverso questo articolo intendo salutare; mi
riferisco alla sig.ra Annie, alla sig.ra Rina, e alla sig.ra Clelia che
mi riprometto di tornare a salutare musicalmente quanto prima…..
- La musica
ci offre la possibilità di entrare in contatto con noi stessi, i nostri
ricordi, i nostri sentimenti, e l’ambiente attorno a noi sembra quasi
trasformato quando la melodia ci trasporta.
- Come
tirocinante in musicoterapia non posso non sottolineare come la musica
sia mezzo di comunicazione facile ed immediato oltre che fonte di
piacere ed appagamento.
- Gli
anziani attraverso le loro esperienze ci insegnano che c’è la musica
spesso a sottolineare i momenti più belli e importanti della nostra
vita, e anche se non ne siamo sempre consapevoli tutto intorno a noi ha
un suo ritmo e una sua “musicalità” .
- C’è molta
musica al Gignoro ! C’è buona musica al Gignoro ! Musica che fa bene al
corpo e allo spirito. Musica offerta come possibilità di espressione
per tutti, e chiave di lavoro per i vari ambiti assistenziali.
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- 4 maggio.
Quando alle 9 circa salgo al nucleo “blu” per iniziare l’attività
musicale nei reparti trovo le signore a cantare con Giacomo alla
chitarra. Cantano una mazurca che mi accoglie gentilmente quasi ad
invitarmi ad unirmi a loro con spensieratezza; la sig.ra Tosca come al
solito si distingue per il suo piglio allegro. Riprendo con il violino
il tema della canzone per introdurmi nell’ humus musicale arricchendolo
di un nuovo timbro e di una nuova tensione sonora. Non è sempre facile
inserirsi in un contesto musicale e talvolta ho l’impressione di
violare spazi e intimità personali quando mi propongo con il mio
strumento; intuisco però che lo spunto tematico della mazurca mi apre un
canale comunicativo non indifferente…. Il giorno è appena iniziato e con
il violino cerco un’intensità sonora molto delicata…. Suono “Mattino” di
Grieg , poi un aria da Traviata, fino ad arrivare con impeto alla
Radetsky marsch di Strauss, e vedo le signore molto coinvolte e attratte
dalla novità del violino. La sig.ra Tosca batte le mani a tempo ed
Elisabetta la giovane nuova assistente mi dirige; vedo un riflesso
diretto dell’energia musicale che si propaga in loro, manifestato nei
modi più disparati. La sig.ra Fernanda unisce i movimenti oscillatori
del busto a tempo di musica, la sig.ra Norma picchietta con le mani sul
tavolino e muove la testa a tempo, la sig.ra Fanny batte il tacco del
piede destro mentre mi fissa con lo sguardo, ed anche la sig.ra Ines va
a tempo con l’indice sul tavolo. Penso che il timbro del violino abbia
un effetto quasi di sorpresa ogni volta…Il violino arriva ai centri
nervosi in maniera diretta, attivando reazioni di commento, di scambio
interpersonale, o di semplice appagamento. La sig.ra Maria trova nei
temi beethoveniani dell’ “inno alla gioia” e della “romanza” momenti di
ricordo e di estasi…..Con la sig.ra Tosca sperimento un’improvvisazione
breve su inciso ritmico, ed immediatamente si inserisce canticchiando e
rispondendo alla provocazione dimostrando una buona vitalità musicale!
Noto nelle espressioni dei volti sincere risonanze emotive e mi sembra
che ci sia buona apertura nella postura corporea.
- Nella sala
rossa ritrovo la sig.ra Rina “la divina”, la sig.ra Pia, il sig. Pan e
tanti altri che stanno ad ascoltarmi per più di un’ora … Ciascuno
partecipa a suo modo al richiamo del violino, e nonostante sia una
splendida giornata di sole nessuno vuole uscire. Che dire… sono
commosso! Suono canzoni, famose arie d’opera, pezzi strumentali e mi
meraviglio io stesso del potere consolatorio e comunicativo che riesco
ad ottenere! In particolare l’esecuzione dal vivo mi permette di
sincronizzarmi sulla pulsazione di chi mi è dinanzi in modo di guidarlo
liberamente nel canto o nell’accompagnamento. Solo la musica dal vivo
infatti incontra le persone nella loro intensità dinamica e ritmica. Al
termine della mattinata io e Giacomo incontriamo la sig.ra Assunta nel
suo alloggio; ci riceve molto cordialmente e anche a lei dedico una
canzone romantica.
- Non vivo
questi momenti come appagamento personale, però sono contento di fare
compagnia per qualche ora a questi fantastici ospiti. Chi mi ascolta
capisce che metto tutto me stesso con semplicità ed amore quando suono,
e sento che le risposte verbali ed emotive vanno nella stessa direzione;
mi auspico solo di favorire momenti evocativi d’affetto, oltre a una
maggiore apertura interpersonale. Penso che la musica abbia in sé un
contenuto universale d’amore e di fratellanza.
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- Un sincero
ringraziamento a tutti, e … a presto !
- Gianluca
Sarti
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