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“La
musica è in me, e io mi ascolto attraverso la musica” (C. Lévi-Strauss)
Ritengo
che, nel caso del Giardino Alzheimer in quanto ambiente naturale, la
musica debba essere presente non come filodiffusione programmata
(sottofondo), ma come momento di interesse e di intrattenimento sempre
eseguita da qualcuno in una parte del giardino e in un certo momento
della giornata.) Credo molto nel valore terapeutico della musica,
specialmente per il MA (malato di Alzheimer). La musica è il linguaggio
universale che agisce direttamente sull’inconscio e ci trasmette
sensazioni, suscita ricordi, aiuta ad ascoltare noi stessi ed allo
stesso tempo ci relaziona con l’ambiente esterno: tutto il nostro
corpo vibra e partecipa all’ascolto musicale. “Udire” è passivo,
“ascoltare” implica attenzione, è un’elaborazione psicologica che
stimola il livello cerebrale cognitivo e gnosico (Ansaldi, 1993). La
musica ha un grande potenziale psicosomatico che può aiutare il MA a
rallentare il graduale fenomeno di estraniazione ed interiorizzazione.
Il
Giardino Alzheimer potrebbe anche essere il luogo della creatività, ed
essere attrezzato per svolgere alcune attività creative. L’arte è la
più libera delle espressioni: chissà quanti spunti potrebbero
scaturire da una scultura, da un dipinto di un demente, fino a quando è
in grado di farlo. In fondo è lo stesso metodo conoscitivo applicato
nell’educazione dei bambini!
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La musica è sempre legata ad
un’emozione, ad un momento, ma anche ad un luogo. Si suona e si
ascolta la musica sempre in una ben precisa condizione spazio-temporale,
in un determinato luogo. La musica e lo spazio sono componenti
fondamentale di quella che noi chiamiamo atmosfera che attiva il
fondamentale legame fra sensazione-percezione e memoria. Sappiamo dalla
fisica che il suono non può propagarsi nel vuoto, ha bisogno di uno
spazio: l’acustica studia i processi di generazione, propagazione e
ricezione del suono. Anche la musicoterapia richiede ambienti adeguati
per creare le condizioni operative ottimali.
La
musicoterapia inizia dalla scelta e/o dalla progettazione di uno spazio
idoneo.
Fare musicoterapia in un corridoio della casa di
riposo vuol dire creare molti fattori di stress sia per il malato che per
il terapeuta. I temi principali da sviluppare sono a mio avviso i
seguenti:
- I luoghi della terapia: nuove condizioni
psicologiche e ambientali
- I luoghi della memoria: evocazione affettiva dei
luoghi del passato
Esporrò una prima trattazione di questa ricerca
nell’ambito del prossimo Convegno Nazionale del PAM. |