“MUSICOTERAPIA PER FAMILIARI DI MALATI ALZHEIMER”

Frasi espresse al termine del corso....
Corso tenuto da Francesco Delicati
FRANCESCO: ho scoperto che sono “trasparente” nei rapporti con l’altro.
 
MATTEO: ho fatto la scoperta dell’ascolto e dell’attenzione ai minimi segnali di comunicazione non verbali.
 
SILVIA: ho scoperto di non essere sola nel modo di essere nel lavoro, nel gestire un problema, nella gestione del familiare del malato Alzheimer, nel gestire il coinvolgimento emotivo del familiare stesso. La cosa bella è che il corso di musicoterapia ha messo insieme operatori e familiari.
 
CARLA: il corso ha confermato il mio lavoro personale che sto portando avanti da 15 anni, che è anche introspettivo, il lavoro sulla meditazione. Mi è piaciuto molto questo aspetto: 20 anni fa, andando in India ho approfondito questo mio lavoro, che però, andando avanti, ho sentito limitato a poche persone. Qui al corso di musicoterapia ho vissuto piccoli assaggi di ricerca interiore e di lavoro di gruppo.
L’amore non è una banalità, ma una ricerca ed una forza che è tangibile e l’ho ritrovata qui! Faccio un esempio: il lavoro sul rilassamento, sul controllo e sulla consapevolezza del proprio essere, che poi si trasmette anche al gruppo. Ho visto crescere le risorse del gruppo e la forza del gruppo stesso.
 
ANGELA: avevo un rapporto con la musica che era limitato all’educazione musicale. Al corso ho scoperto gli effetti positivi della musica su di me, anche se non ho un certo tipo di sensibilità musicale. Ho vissuto gli incontri di musicoterapia come un’oasi di ricarica, anche se il sentire il vissuto degli altri non mi ha sollevato.
L’Alzheimer, fuori da qui, è stato considerato una sfortuna e una disgrazia; qui, invece, l’ho vista come un’opportunità, qui ho fatto esperienze che mi hanno arricchito. Ho conosciuto meglio alcune persone che mi hanno aiutato. Vorrei dare una svolta al mio lavoro impiegatizio e cercare le cose autentiche, ritornare a se stessi.
 
NADIA: da quando dal 2000 non lavoro più, affronto la vita in maniera diversa. Vado giù e poi risorgo! Stando a casa ho visto le cose in maniera diversa: mi soffermo sulle cose piccole, come ad es. guardare un uccellino o carezzare un gatto. Mi sento colpevolizzata di dedicare poco tempo a mia madre e godere della sua compagnia.
Quando sono a casa ho la visione della stanza di musicoterapia e del gruppo ed è come se udissi quello che direbbe qualcuno di noi. È come un alone che mi tiene compagnia durante la giornata. Ho la presenza delle persone del gruppo. Se mi arrabbio, penso al volto di qualcuna di voi e allora mi calmo. Vorrei essere ascoltata dai miei familiari.
 
SERENA: Enrico, un partecipante ai gruppi dei 4 anni passati, diceva: “Il gruppo ti dà la forza di tirare avanti”. Mi sento conquistata dalla sensibilità delle operatrici che hanno partecipato al corso.
 
ZAIRA: all’inizio ero scettica di questa composizione del gruppo, familiari e operatori, ma dopo mi sono ricreduta.
 
MARLENE: qui al corso sono state “2 ore d’aria”. Ho scoperto delle potenzialità che non sarebbero state mai considerate. L’essere in sintonia con il gruppo e l’aprirsi.
 
NADIA: ho scoperto la vena poetica in ciascuno di noi.
 
GIULIANA: all’inizio ero perplessa sulla quantità delle persone (24) e sulla composizione del gruppo. Mi sembrava che eravamo portatori di esigenze diverse. Nel gruppo è accaduto una sorta di miracolo: il parlare e l’aprirci e il darci un senso di identità.
 
CARLA: c’è un filo conduttore che ci lega tutti: è l’amore, chi per il proprio familiare e chi per la professione. È anche la ricerca interiore.
 
DANIELA: mi sento emozionata. Sono assistente sociale, non conosco l’Alzheimer, non ci ho mai lavorato. Qui ho respirato emozionata. Ho scoperto il dare importanza alle tante sfaccettature intorno ad un denominatore comune; ognuno nella sua specificità ha risposto in maniera diversa. Ho percepito il movimento interno di ciascun partecipante. Ho percepito un percorso personale. La cosa più forte che ho trovato in me è che con le malattie devi respirare. Ho reimparato a respirare, a reinventare i miei tempi alle diversità delle persone. L’ho respirata qui! Ho scoperto l’importanza di adeguare i tempi. Ho scoperto l’ascolto: ho rieducato me stessa nell’ascolto e nel rimodellarlo

Corso tenuto da Francesco Delicati

 

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